La bicicletta a pedalata assistita vive oggi un trend di fortissima crescita. I primi prototipi erano esteticamente rozzi, caratterizzati da motori appariscenti e da batterie in piombo dalle prestazioni mediocri; le evoluzioni del settore hanno permesso però di superare le limitazioni tecniche dei modelli iniziali e di rilanciare il mercato del pedelec al punto che oggi il comparto si dimostra in fortissima espansione.

Sono sempre più numerosi i fan dell’ultima ora che scelgono di approcciarsi all’universo della bicicletta elettrificata e di abbracciare un nuovo modo di concepire la mobilità urbana. Prima di fare qualunque scelta, però, è bene cercare di comprendere appieno come muoversi nel settore.

Il pedelec non è la bici elettrica

Prima di ogni altra cosa, occorre fare una specificazione e sgomberare il campo da possibili equivoci: la bicicletta a pedalata assistita – o pedelec – e la bicicletta elettrica – o e-bike – sono due cose diverse: solo la prima è equiparabile a una bicicletta tradizionale mentre, secondo il Codice della Strada, la bici elettrica corrisponde a un ciclomotore.

All’atto pratico vuol dire che il proprietario di un pedelec non deve preoccuparsi di stipulare polizze assicurative o di pagare il bollo auto; la bici a pedalata assistita non deve essere immatricolata, non richiede alcun tipo di patente e ha libero accesso alle piste ciclabili o a qualsiasi spazio cui è permesso l’ingresso alle bici.

Perché un mezzo sia inquadrabile come pedelec, però, esso non deve superare la velocità di 25 km/h né la potenza erogata di 250 watt. In assenza di uno dei due parametri, il veicolo viene classificato come ciclomotore, con annessi obblighi legali e fiscali.

Le alternative sul mercato

Scegliere la bicicletta a pedalata assistita significa, fondamentalmente, scegliere fra tre tecnologie alternative a seconda della tipologia di motore: centrale, al mozzo anteriore e al mozzo posteriore. La prima soluzione è la più costosa ed è pensata per gli amanti di trekking e mountain bike trattandosi di una tecnologia solida, resistente agli urti ma anche ingombrante e poco adatta agli spazi urbani; viceversa, il motore al mozzo anteriore è pensato per l’utilizzo urbano perché pratico, maneggevole, semplice da montare ed economico. Il motore al mozzo posteriore rappresenta la via di mezzo tra le due alternative più estreme, adatto sia ad uso cittadino e sia per escursioni di medio-bassa difficoltà.

Il kit di elettrificazione

Chi è in possesso di una tradizionale bicicletta può acquistare il kit di trasformazione, composto almeno da una batteria, un motore e una centralina. In tal modo, è possibile abbattere i costi fino anche al 60-70%, puntando su una tecnologia semplice da montare e da gestire, alla portata di un pubblico sempre più eterogeneo e diversificato.