Sappiamo tutti cosa sia il Gianduiotto, il tipico cioccolato a forma di barchetta tipico di Torino. Tutti noi lo abbiamo mangiato almeno una volta nella vita e apprezzato le qualità e il gusto; viene distribuito nei supermercati, nei negozi di dolciumi e negli e-commerce per la consegna dolci a domicilio. In pochi, però, conoscono la sua affascinante storia: il gianduiotto, infatti, è nato quasi per caso e per merito, in un certo modo… di Napoleone.

La storia del gianduia

Se non fosse stato inventato il gianduia, non sarebbe mai nato neppure il gianduiotto. Il tipico impasto alle nocciole di Torino nacque nel 1806. In quegli anni, il Nord Italia era assoggettato alla dominazione dell’Impero Napoleonico, in conflitto con il Regno Unito. Erano gli anni del colonialismo, in cui la Gran Bretagna possedeva una vasta parte delle colonie africane e del Sud America più ricche di materie prime, tra cui il cacao. Napoleone sancì l’embargo dei prodotti inglesi e delle sue colonie, ragion per cui il cacao divenne troppo costoso per le pasticcerie del Belpaese. A Torino si scelse allora di escogitare un nuovo modo di produrre l’impasto adatto alla preparazione del cioccolato e si scelse di impiegare nella ricetta la nocciola dolce gentile delle Langhe.

La ricetta iniziale venne perfezionata dal chocalatier Michele Profet che, in collaborazione con l’azienda dolciaria Caffarel, nel 1852 rivisitò la ricetta del gianduia elaborando una nuova metodologia di preparazione, che preveda la tostatura e la fine macinazione delle nocciole prima che esse venissero mescolate.

La nascita del gianduiotto

Nel 1865 nacque anche il Gianduiotto. Era periodo di Carnevale e fu sempre l’azienda Caffarel a compattare il tipico cioccolato torinese nella sua tradizionale forma a barchetta. Il dolce fu distribuito da Gianduja, la tipica maschera di Torino che diede il nome anche al tradizionale cioccolatino piemontese.

L’embargo dei prodotti britannici era stato rimosso già nel 1813, oltre 50 anni prima della nascita del gianduiotto; il sapore acceso e intenso del gianduia, però, aveva fin da subito conquistato il palato della gente di Torino che, ben presto iniziò a preferire la variante del proprio territorio alla più conosciuta ricetta a base di cacao. Quando, nella metà del XIX secolo, venne realizzato il primo gianduiotto, la comunità del posto aveva già abbracciato la ricetta della crema della ditta Caffarel nelle proprie abitudini di consumo.

L’azienda Caffarel era nata nel 1826, vent’anni dopo la creazione della prima ricetta del gianduia, ma fu la prima ad avere l’intuizione di un cioccolatino rappresentativo e caratteristico e nella diffusione del cioccolatino furono decisive le migliorie apportate da Profet sulla lavorazione delle nocciole.