L’olio extravergine d’oliva è alimento centrale della dieta mediterranea. Nel corso del Secondo Dopoguerra, diversi studi interessano le popolazioni che vivevano a ridosso del Mediterraneo, in particolar modo nel Sud Italia. Fu notato che, in seguito alle carestie imposte dal conflitto bellico, le cittadinanze di quelle zone che avevano forzatamente dovuto riscoprire un’alimentazione basata sulle produzioni agricole, dimostrarono una serie di vantaggi dal punto di vista dello stato di salute. L’assenza di un consumo di alimenti animali organico abbinato a uno stile di vita frugale si rivelò un modello di vita benefico per l’organismo; gli abitanti delle aree mediterranee mostravano un livello di colesterolo nettamente inferiore alla media dei Paesi dell’Occidente mondiale e un’incidenza delle malattie cardiovascolari nettamente più bassa. E si trattava di soli due vantaggi dei tantissimi che, col tempo, sono stati riconosciuti alla dieta mediterranea e all’olio d’oliva.

Keys e il Mezzogiorno d’Italia

Il primo studio completo della questione fu opera del nutrizionista statunitense Ancel Keys che, nel corso degli anni ‘50, si recò personalmente in Italia, a Napoli, e constatò sul campo in cosa consisteva la tradizione alimentare di quei luoghi. Fu lo stesso ricercatore USA a utilizzare per la prima volta l’espressione ‘dieta mediterranea’ in relazione al modello nutrizionale del posto.

L’olio extravergine d’oliva è l’alimento centrale della dieta dei Paesi sul Mediterraneo. Non solo esso svolge un importante ruolo di regolazione cardiovascolare ma presenta una serie di ulteriori vantaggi; l’extra vergine è un antitumorale che abbatte il rischio di contrarre alcuni tipi di cancro (su tutti, quello alla mammella); abbassa le soglie di rischio di diabete di tipo 2 e favorisce il rallentamento dell’invecchiamento della pelle, riducendo di oltre il 40% il rischio di ictus e del 30% quello di infarti; ha un ruolo preventivo per ciò che concerne l’alzheimer e agevola le capacità mnemoniche oltre a limitare il rischio di depressione. L’assunzione regolare di extra vergine di oliva abbatte il rischio di osteoporosi e arteriosclerosi.

Non è un caso che l’Italia sia il primo Paese al mondo per consumo di olio d’oliva e il secondo per produzione ed esportazioni. L’olio extravergine d’oliva pugliese è quello italiano più diffuso al mondo ma altri oli d’eccellenza sono prodotti in Toscana, Sicilia, Calabria e Campania, realtà che sono il cuore della dieta mediterranea postulata da Keys oltre mezzo secolo fa e ancora oggi parte integrante dell’identità di quei posti, dal 2010 inclusa dall’UNESCO nell’elenco dei patrimoni culturali immateriali dell’umanità.