(tratto da Articolista.com)

 

Non poco tempo fa mi sono riletto un post di Fradefra sul blog di html.it, e mi sono soffermato sulla domanda posta da un utente: “quale percorso di formazione è meglio seguire per diventare un SEO?”. Questa cosa mi ha fatto riflettere, anche perchè faccio parte di coloro che hanno acquisito una formazione scientifica, e quindi non idonea al lavoro di SEO (ovviamente stando alla risposta di Fradefra, sulla quale non voglio certo fare polemica).

Sostanzialmente sono d’accordo sul fatto che è meglio acquisire una formazione umanistica, in quanto prepara la mente alla discussione, all’argomentazione, allo scrivere (e non solo, ovviamente) e non alla programmazione, ma poi, alla fine, imparare qualche concetto di html e php (o asp) non è certo un’impresa titanica; al contrario, chi ha seguito un percorso di formazione scientifica, si trova svantaggiato quando si tratta di scrivere recensioni o di fare dell’article marketing, ma conosce a menadito tutti i segreti della programmazione.

Ovviamente ogni individuo crea un caso a sè, ma il linea teorica e generale e sulla base degli argomenti di studio trattati nei corsi di formazione, credo che questa sia un’affermazione corretta, o perlomeno, trova riscontro nel mio parere personale.

Anche il mio titolare si è recentemente reso conto del perchè tanti SEO importanti, contattati o meno, nel loro curriculum presentavano un corso di formazione più umanistico che scientifico (psicologia, scienze della comunicazione…), cosa che inizialmente lo faceva letteralmente impazzire in quanto considerava fondamentale aver acquisito una formazione scientifica per poter poi riuscire a mettere mani al codice ed ottimizzare il sito.

Ma quindi, perchè è diventato più importante saper scrivere piuttosto che essere “maghi” del codice e della programmazione? Fondamentalmente perchè la figura del SEO si è adattata (o lo deve fare!) alla mutazione avvenuta negli ultimi anni degli algoritmi dei motori di ricerca. Qualche anno fa, quando erano pochi i web master che avevano visto lontano e avevano iniziato ad ottimizzare i meta tag, i motori di ricerca davano importanza ai fattori on-page, ovvero tutti quegli aspetti dell’ottimizzazione del codice della pagina stessa (meta tag, attributo title nel tag href, keyword distribuite in vari posti nel codice, commenti contenenti keyword). Ora invece, dato che i web master avevano iniziato a sfruttare all’eccesso questa cosa, i motori di ricerca danno importanza ad altri fattori, fattori spontanei (reali), e quindi difficili da ottenere: la link popularity e i backlink; i due fattori sono correlati uno con l’altro: maggiore è il numero di backlink di qualità (che rispettano il fattore della tematicizzazione) maggiore sarà la mia link popularity sostanzialmente devo cercare di creare dei contenuti di qualità, perchè tanti siti ne riconoscano il valore, e ne suggeriscano la lettura ai relativi utenti (ovviamente tramite un link) (il link è la merce di scambio più preziosa nel mondo dei motori di ricerca). Qui nasce l’affermazione “CONTENT IS KING” che, probabilmente, rappresenta la chiave di volta della mutazione della figura del SEO…da programmatori, dobbiamo diventare scrittori (che sanno anche programmare…ma a livelli discreti), per essere in grado creare contenuti e diffonderli nel web, tramite le più svariate forme di marketing (article marketing, viral marketing, open source marketing…qui la fantasia ha veramente libero spazio!).

Sostanzialmente è mutato anche il percorso di formazione più adatto alla figura del SEO (per tornare al tema principale): un tempo era la cosa migliore uscire come programmatori, oggi si è avvantaggiati se si ha la proprietà della “parola”… quindi un SEO deve essere anche SEM (Search Engine Marketing).

Ma cosa può fare un SEO (o aspirante tale, come il sottoscritto) che ha seguito un corso di formazione scientifica? Abbandonare tutto ed andare a programmare calcolatrici? Direi proprio di no!

Proprio l’altro giorno cercavo una risposta alla mia domanda e mi è tornata in mente la mia professoressa di Italiano delle superiori. Nei temi di Italiano avevo sempre avuto ottimi voti e la prof sapeva che mi piaceva leggere, ma per un periodo non riuscivo ad andare oltre il 6…dopo qualche settimana l’insegnante mi ha fermato per i corridoi e mi ha chiesto se mi piaceva ancora leggere…scacco matto!!!Era vero, avevo perso interesse per la lettura e la cosa si era riflessa sulla mia scrittura e sui miei temi, in quanto la proprietà lessicale si era ridotta ed erano aumentati gli errori grammaticali.

Da qui il mio consiglio a chi è già SEO, ma sente la necessità di dover diventare anche un SEM (per forza di cose! o per forza dei motori di ricerca!)… leggete! Leggete qualsiasi cosa, bene se sono argomenti che trattano di marketing, così unite l’utile al dilettevole, ma va bene qualsiasi tipo di lettura: blog, quotidiani, riviste, libri, forum… per tenervi aggiornati su diversi temi, per aumentare le vostre proprietà lessicali, per scoprire o carpire nuove tecniche di diffusione nel web…
Quindi, per chiudere questo mio articolo, sperando che possa essere stato utile a qualcuno… vi auguro buona lettura!

Articolo reperibile al seguente indirizzo: http://www.marcoziero.it/diventare-seo-leggi/ 

About the Author

 

Marco Ziero, aspirante SEO, Padova
il mio blog marco ziero.it